Madau è una necropoli di tombe di giganti disposte ad anfiteatro, con camere funerarie, esedre e stele incise.
IL MONUMENTO

La necropoli di Madau è datata dal Bronzo Recente (1350-1150 a.C.) al Bronzo Finale (1150-850 a.C.); la sua evoluzione architettonica si sviluppa in più fasi.
La Tomba I è la più antica delle quattro tombe principali.
Le tombe II e III furono ricostruite su precedenti tombe di giganti, delle quali conservano alcuni elementi.
La costruzione della Tomba IV non è stata datata.
DESCRIZIONE
LA NECROPOLI
Il nucleo principale di Madau comprende quattro tombe di giganti.
TOMBA I
La Tomba I conserva una camera funeraria delimitata da grandi lastre di granito infisse verticalmente nel terreno. Alcune lastre presentano incisioni con motivi simbolici come spirali e coppelle, tra cui spicca la “Stele di Madau”.
TOMBA II
La Tomba II è la più maestosa del sito. Davanti ad essa si apre una grande esedra, lo spazio semicircolare destinato alle cerimonie funerarie, dotato di un bancone-sedile per le offerte rituali; nello spazio dell’esedra è ancora ben visibile un focolare.
Al centro dell’esedra si apre il portello d’ingresso, sormontato da un architrave. All’interno, la camera funeraria è lunga 9 metri ed è a pianta trapezoidale.
All’esterno la tomba misura più di 22 metri di lunghezza ed è ricoperta da un tumulo, con un bordo di grandi lastre detto crepìdine. La copertura esterna è definita “a naveta” perché richiama la forma della chiglia di una nave.
TOMBA III
La Tomba III fu ricostruita sui resti di una tomba di giganti più antica. Il corpo tombale è lungo 11 metri e la camera funeraria interna 7 metri. Davanti all’ingresso i bracci in blocchi di pietra della grande esedra delimitano uno spazio quasi circolare.
All’interno, sulla parete destra e sul fondo della camera, si trova una risega destinata alla deposizione dei corredi funerari. Come nella Tomba II, la sommità del corpo tombale presenta una struttura “a naveta”.
TOMBA IV
La quarta tomba non è ancora stata esplorata.
STORIA E USI
Nella necropoli sono stati ritrovati recipienti in ceramica nuragica, bracciali di bronzo, perline in pasta vitrea per collane e betili in trachite, pietre sacre con valore simbolico.
Le esedre delimitavano gli spazi destinati alle cerimonie funerarie e i banconi-sedili erano utilizzati per le offerte durante i riti.
SCAVI
Tra il 1982 e il 1984 Giovanni Lilliu condusse gli scavi e i restauri della necropoli.
FONTI
SardegnaCultura, «Fonni, Tombe di giganti di Madau».
IDESE, «Tombe dei giganti Madau».
SardegnaTurismo, «Necropoli di Madau».
Nuragando, «Tombe dei giganti Madau, Fonni».
Distretto Culturale del Nuorese, «Tombe di Giganti di Madau».
IL NOME DEL SITO
La necropoli prende il nome dal toponimo locale Madau, riferito anche al fiume omonimo, in sardo Riu Madau.
Il toponimo potrebbe derivare dal termine sardo madau o medau, «ovile» o «recinto per il bestiame»; questa origine, tuttavia, non è stata accertata per il sito.
IL PAESAGGIO
La necropoli sorge su un basso pianoro nella valle del riu Madau, in territorio di Fonni.
La Barbagia di Ollolai è un paesaggio di altopiani e pascoli, ricco di testimonianze nuragiche come il vicino sito di Gremanu.